Employee Advocacy sui social media

Employee Advocacy sui social media

Premessa

L’Employee Advocacy è un tema di cui abbiamo già discusso in un precedente articolo soffermandoci, in particolar modo, sul suo significato, i benefici che determina ed i KPIs da tenere sotto controllo. Ma quello di cui non abbiamo mai parlato è come pianificare le attività di Employee Advocacy sui social media.
Prima, però, rinfreschiamoci un po’ la memoria.

Se ti sei perso l’articolo dedicato all’Employee Advocacy o vuoi rileggerlo lo trovi qui.

Cosa significa Employee Advocacy?

L’Employee Advocacy altro non è che la promozione di una società da parte dei suoi dipendenti e collaboratori che ne condividono la cultura e ne supportano marchio, prodotti o servizi attraverso le proprie piattaforme social.
L’obiettivo di una strategia di Employee Advocacy è quindi informare, educare e coinvolgere i propri collaboratori, trasformandoli in veri e propri brand ambassador.
Una strategia, dunque, che consente da un lato un coinvolgimento proattivo da parte del team, dall’altro una maggiore credibilità da parte dei consumatori.
Entrando nello specifico, una ricerca condotta da Gallup, società americana di analisi e consulenza con sede a Washington, intitolata “How Employee Engagement Drives Growth”, fa luce sui benefici derivanti dall’implementazione di una strategia di Employee Advocacy:

  • 10% in più di clienti;
  • 21% in più di produttività;
  • 22% in più di redditività;
  • 37% in meno d’assenteismo;
  • dal 25% al 65% di riduzione del turnover;
  • 28% di riduzione della contrazione;
  • 37% in meno d’assenteismo;
  • 41% in meno di difetti qualitativi.

Insomma, tutte ragioni valide per far sì che i responsabili aziendali coinvolgano il più possibile i propri collaboratori.
Come se non bastasse, secondo il report “Employees Rising: Seizing the Opportunity in Employee Activism” realizzato da Weber Shandwick e KRC Research:
il 33% degli impiegati condivide in modo autonomo le novità positive riguardanti la propria azienda sui social personali senza nessun supporto o incoraggiamento da parte del datore di lavoro.

E allora, perché non sfruttare questo spirito d’iniziativa cercando di orientarlo verso la giusta direzione? Prima di dare ai tuoi collaboratori la totale libertà sui contenuti che pubblicano sarebbe, infatti, opportuno seguire alcuni semplici suggerimenti per assicurarti che la strategia funzioni correttamente.

6 consigli per fare Employee Advocacy sui social media

Crea linee guida per il tuo team

È probabile che tu abbia già definito delle linee guida relative al tuo brand. Generalmente esse includono il logo, il font ed i colori istituzionali. Devi, però, assicurarti di aver individuato anche il tone of voice, ossia il “tono di voce” che si vuole dare alla comunicazione, in armonia con l’identità di marca, affinché i tuoi collaboratori possano rispettare carattere e personalità del tuo brand.
Per fare ciò, è importante che il tuo “Brand Book” contenga indicazioni su:

  • parole che usi / non usi;
  • il mood che stai cercando di trasmettere;
  • la cultura aziendale.

Chiedi ai tuoi dipendenti di dare un’occhiata a queste linee guida prima che taggino il tuo marchio in qualsiasi contenuto di social media.

Inizia in piccolo

Sarebbe bello fare uno sprint con il tuo programma di Employee Advocacy ma non commettere l’errore di coinvolgere subito troppe persone.
Inizia a piccoli step, magari selezionando un piccolo gruppo di advocate, per testare quali strategie ottengono il massimo coinvolgimento, prima di invitare tutti a partecipare.
In questo modo, testerai la tua strategia per capire se la strada che stai intraprendendo è giusta o meno.

Incentiva i dipendenti

Quale vantaggio traggono i tuoi collaboratori dall’essere parte attiva della tua strategia di Employee Advocacy?
È importante pensarci e comunicarlo al team prima di coinvolgerlo.
Ad esempio, potresti spiegare che il programma offre l’opportunità di:

  • fare Personal Branding;
  • posizionarsi come leader di pensiero.

Quasi l’86% dei dipendenti coinvolti in una strategia di Employee Advocacy afferma, infatti, che la partecipazione attiva al programma ha avuto un effetto positivo sulla loro carriera.
Cerca, quindi, di spiegare al tuo team il valore che avrà la loro attività.

Offri formazione sui social media

È importante fornire ai tuoi collaboratori alcuni suggerimenti circa le modalità di utilizzo dei social media, soprattutto se pubblicano contenuti a nome del brand e, soprattutto, se lo fanno senza alcuna supervisione di uno specialista in materia.
Potresti, ad esempio:

  •  dire loro che le storie di Instagram durano solo pochi secondi;
  • assicurarti che i loro video di Facebook siano abbastanza chiari anche senza audio;
  • mostrare come taggare le persone nei post di Instagram e Facebook.

Questa formazione pre-post è vantaggiosa per tutti: il tuo team impara una nuova abilità (social media) e tu non devi perdere tempo a ricreare contenuti sui social media che non funzionano sulla piattaforma sulla quale sono stati pubblicati.

Educa i dipendenti alle best practice

I “livelli di confidenza” delle persone sui social media sono diversi: qualcuno sarà più a suo agio e qualcuno meno. Perciò, cerca di uniformare il team condividendo le best practice da tenere, estendendole ai dipendenti di tutti i reparti e a tutti livelli di anzianità. Formare tutti sulle politiche e sulle linee guida aziendali crea, infatti, condizioni di parità.
Sii coerente nell’offrire contenuti nuovi e condivisibili. Ciò aiuta i dipendenti a essere coerenti ed a creare nuove abitudini di condivisione sui social. Offri un mix, se possibile, di contenuti divertenti, emozionali, valoriali e trend del settore.

Imposta i tuoi KPIs

Perché stai implementando una strategia di Employee Advocacy: per ottenere più clienti, traffico sul sito Web o raggiungere più persone? La risposta determinerà come misurare il successo del programma.
Supponiamo, ad esempio, che il tuo obiettivo sia raggiungere più persone. È possibile impostare questi KPI per il programma:

  • reach
  • impression
  • visualizzazioni video

Proprio come qualsiasi campagna di marketing, infatti, è fondamentale capire come misurare il successo delle tue azioni, per poterne valutare la qualità e, se necessario, cambiare approccio.

5 suggerimenti bonus per la creazione di ottimi post di Employee Advocacy

Hai gettato le basi per un perfetto programma di advocacy sui social media.
Ma se non sei ancora sicuro di come spingere il tuo team a creare contenuti che promuovano il tuo brand e la tua azienda, ecco sei suggerimenti bonus che puoi usare.

Inizia a coinvolgere almeno un Advocate

Chiedi ad un tuo collaboratore di accedere con gli account social del tuo brand e pubblicare contenuti e di interagire con gli utenti condividendo, ad esempio, una giornata tipo in azienda; rispondendo alle domande più frequenti dei clienti; o pubblicando consigli di utilizzo del prodotto o servizio che commercializzi.

Punta sul divertimento

Ormai la stragrande maggioranza delle aziende implementa una strategia di social media marketing. In questo marasma di contenuti fortemente istituzionali ed autoreferenziali gli utenti si annoiano; ecco perché, per differenziarti, potresti puntare su un tone of voice ironico e friendly. Come? Pubblicando contenuti umoristici, utilizzando emoji e filtri divertenti o interagendo con i tuoi utenti con sondaggi e votazioni.

Crea storie serializzate su Instagram

Probabilmente ti sarà capitato di appassionarti ad una serie TV: un episodio si trasforma in sei e rimani in attesa di un’intera settimana per il prossimo. Non ne hai mai abbastanza.
Perché non creare un feeling simile con i post dei tuoi collaboratori?
I contenuti seriali o le rubriche settimanali spingono le persone a ricontrollare i tuoi account ogni giorno (o settimana) per ulteriori aggiornamenti, creando, con il tempo, una community realmente coinvolta ed interessata ai tuoi contenuti.

Usa Facebook Live per fare interviste con il team

Lo sapevi che il numero di trasmissioni di Facebook Live ha raggiunto 3,5 miliardi l’anno scorso?
Puoi usare questa funzionalità per il tuo programma di Employee Advocacy intervistando il tuo team. Potrebbero rispondere a domande del tipo:

  • Come sono entrati nel settore?
  • Qual è la cosa più divertente su cui hanno lavorato?
  • Chi è il loro collega preferito?

Ancora una volta, questa idea si concentra sull’aspetto divertente del tuo programma ed i tuoi follower possono conoscere il tuo team, senza costringerli a visualizzare un contenuto che non gli interessa davvero.

Crea un hashtag personalizzato

I tuoi dipendenti non devono sostenere il brand esclusivamente attraverso gli account aziendali.
Possono (e dovrebbero) farlo da soli, soprattutto perché i contenuti pubblicati dai dipendenti sui loro profili personali possono generare un coinvolgimento 8 volte maggiore rispetto a quando lo stesso contenuto viene condiviso tramite l’account del brand.
Un modo eccellente per tenere traccia dei contenuti creati dai tuoi collaboratori è utilizzare un hashtag personalizzato. Oltretutto, prenderai due piccioni con una fava: in primo luogo, puoi raggiungere un pubblico completamente diverso, ossia i collegamenti personali dei tuoi collaboratori; inoltre, accrescerai la brand awareness quando le persone che visualizzano il contenuto fanno clic sull’hashtag.

Conclusioni

Ora che hai tutte le informazioni per implementare una strategia di Employee Advocacy sui social media, non hai più scusanti: prepara i tuoi collaboratori a diventare dei veri e propri Brand Ambassador!

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I nostri servizi gestiti interamente da un team di professionisti sono stati pensati per chi come te ha già altro da fare.

Il fai da te in questo campo non funziona. Esistono degli ottimi libri e dei corsi eccellenti  ma se davvero gestisci un’impresa non avrai mai il tempo di fare nemmeno una frazione di quello che sarebbe necessario fare per avere dei risultati apprezzabili sui social.

Un team di specialisti che gestisce in outsourcing i tuoi profili social costa, è vero. Ma di certo costa meno del tempo che dovresti dedicarci in prima persona o dei danni di reputazione che potrebbe causarti affidare questo incarico al famigerato “cuggino” o all’immancabile tuttofare aziendale e, in termini di sviloppo di mercato e di apertura a nuove opportunità il vero costo è restare pressochè invisibili in rete.

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