Il Personal Branding in chiave imprenditoriale

Il Personal Branding in chiave imprenditoriale

Sei un imprenditore? Il personal branding riguarda anche te.

Premessa

Prova a cercare il tuo nome e quello della tua azienda da una pagina in incognito di Google e guarda cosa succede.

Ora immagina che facciano la stessa cosa dei potenziali partner italiani ed esteri, dei rappresentanti istituzionali che potrebbero aiutare la tua attività, dei candidati talentuosi che vorresti ingaggiare per la tua impresa, dei clienti potenziali che stanno valutando quello che offre la tua azienda paragonandola al tempo stesso a quella dei tuoi competitor. Con quello che appare nei primi 4 o 5 risultati riesci a comunicare la tua professionalità, i tuoi valori e la tua personalità?

Con il termine Personal Branding si definisce il processo di creazione e gestione del proprio “marchio personale”, inteso non solo dal punto di vista professionale ma anche come somma di tutti quegli elementi che rendono unica una persona. E che, sotto molti aspetti, al giorno d’oggi definiscono anche un’azienda.

Forse non ci hai mai riflettuto o fatto caso sino ad ora, ma la tua reputazione on line e l’appeal della tua azienda agli occhi di chi ancora non la conosce direttamente procedono di pari passo.

Il Personal Branding costruito in rete – ed in modo particolare attraverso i social network – è ormai il vero motivo per cui, sempre più spesso un cliente, un datore di lavoro o un partner sceglie qualcuno al posto di qualcun altro, che magari è altrettanto valido ma ha meno appeal o per meglio dire, ha meno “hype” o visibilità.

La Rete – e ancora di più i social media – sono il nuovo centro per l’impiego, il nuovo ufficio per il commercio estero, il nuovo circolo dei lobbisti e il nuovo ente fieristico aperti h24 365 giorni all’anno. Se sei un imprenditore questo riguarda anche te anche se non hai nessun interesse a diventare “famoso” o “popolare”, nel senso tradizionale che hanno questi termini.

Se da imprenditore hai sempre pensato che la reputazione in Rete riguardi solo chi è alla ricerca di nuove opportunità di carriera o di candidati da assumere o di clienti da acquisire sei decisamente fuori strada.

La prima reputazione on line in grado di influenzare l’andamento della tua impresa è la tua, poi arriva quella dei tuoi collaboratori più stretti e a contatto con gli stakeholder e infine arriva l’azienda con le sue pagine ufficiali.

In Rete non importa cosa offri, ma la percezione che dai

Bastano pochi secondi per trasmettere una prima impressione. E questo avviene anche se non ne sei consapevole o se non te ne curi. Anzi, per essere precisi, a Google bastano pochi millisecondi per associare te e la tua azienda a dei risultati in Rete che creeranno la percezione di chi siete, cosa fate e quanto valete.

Se vuoi trasferire dei valori aziendali e costruire un gruppo coeso alla tua visione, quello che trasmette il tuo profilo LinkedIn conta di più di quello che c’è scritto sul tuo sito internet aziendale.

Se vuoi attrarre candidati talentuosi quello che dicono di te (non sull’azienda, proprio su di te) su Glassdoor conta più degli annunci a pagamento e delle solite formulette “Azienda leader… ecc.”.

Se espandere il mercato è la tua priorità allora sappi che le recensioni dei tuoi clienti su una piattaforma “trust” contano moltissimo e che i tuoi potenziali clienti più attenti daranno ancor più valore alle raccomandazioni scritte da altri clienti che troveranno sul tuo profilo personale.

Molti imprenditori sembrano non essere consapevoli che i tre risultati dati sopra (Linkedin, GlassdoorTrustpilot – o loro siti equivalenti) sono la versione contemporanea del “dare una prima buona impressione” e, purtroppo per loro, invece di investire nel proprio brand personale e in quello dei loro collaboratori chiave, si incaponiscono ad affidare la loro immagine e reputazione a siti internet aziendali che nessuno naviga più di una volta, video YouTube che nessuno (o quasi) visualizza, invio di email destinate ai “Junk/Spam Folder” e pagine social aziendali con le quali, spesso, non interagiscono nemmeno i dipendenti dell’azienda stessa.

Il tuo marchio personale è anche un asset aziendale

In qualità di imprenditore, il tuo marchio personale in Rete – in particolare sulle piattaforme social – è un asset immateriale che, sebbene non venga riportato a bilancio, ha pochi eguali nel determinare il successo futuro della tua impresa.

Nel futuro i migliori collaboratori, i clienti più profittevoli, le alleanze più strategiche e le migliori opportunità arriveranno dalla Rete ma non saranno per tutti, si presenteranno solamente alle imprese che hanno investito per tempo sulla rilevanza on line delle proprie persone chiave e, primo tra tutti, l’imprenditore.

Già oggi l’84 % delle persone fa precedere una decisione d’acquisto da una ricerca sul Web e oltre la metà dei consumatori decide di utilizzare un determinato fornitore o prodotto grazie ad una presenza on line forte e positiva.

Una presenza in Rete forte e positiva non significa utilizzare solo strumenti autoreferenziali come siti internet di proprietà o strumenti pubblicitari a pagamento. Sul Web quello che conta davvero è quello che si riesce a conquistare “tra pari” sulle piattaforme e attraverso gli strumenti accessibili a tutti.

Fattore di rischio e opportunità

In qualità di imprenditore, anche la reputazione dei tuoi più stretti collaboratori è un’opportunità e, al tempo stesso un fattore di rischio.

I tuoi collaboratori – seppur, a volte, inconsapevolmente – comunicano “a nome dell’azienda” ogni volta che pubblicano o condividono qualcosa sui social; di conseguenza, la loro presenza (o assenza) su queste piattaforme rappresenta un fattore di rischio/opportunità al punto che le aziende di maggior successo prediligono assumere, per ruoli chiave, dei collaboratori dei quali hanno valutato preventivamente anche la reputazione online.

Che tipo di prima impressione vuoi che dia la tua azienda? Una straordinaria presenza on line conferisce credibilità ed entusiasma i clienti, in primis quelli che già si servono da voi, mentre una presenza on line negativa o irrilevante allontana i clienti, in primis quelli che stanno valutando nuovi fornitori.

Oggigiorno, il processo decisionale di un consumatore o di un buyer include 8 volte su 10 anche una ricerca sul Web. È da sottolineare che questa ricerca in Rete non si limita al sito aziendale, ma si estende ad altre sorgenti di informazioni che possano dare un quadro più completo sulla validità del prodotto o servizio e sulla reputazione di chi lo propone.

La reputazione è sempre stata un argomento prioritario per le aziende, ma ora questo fattore di rischio/opportunità deve essere gestito sia offline che online.

Uno strumento di valutazione

Per avere una valutazione gratuita e al tempo stesso ben fatta ed affidabile, ti consigliamo di utilizzare la piattaforma di BrandYourself. Questa società newyorkese mette a disposizione un eccellente strumento di analisi sulla propria reputazione on line che consigliamo di utilizzare come base di partenza per intraprendere un percorso di personal branding e web reputation in chiave imprenditoriale.

Se preferisci utilizzare strumenti in lingua italiana, puoi utilizzare i tools di analisi di BrandMe.

Naturalmente, facendo in modo che anche le tue persone chiave a diretto contatto con tutti gli stakeholder utilizzino questo stesso strumento, avrai l’opportunità di ottenere una visione ancora più chiara ed approfondita di cosa sarebbe necessario fare per portare la tua azienda e le tue persone al vertice della rilevanza in Rete. O, quantomeno, di dove sarebbe assolutamente prioritario intervenire per tutelare la propria reputazione on line.

Anche se ormai è risaputo che i risultati dei motori di ricerca sono uno dei fattori principali nel connettere le imprese a nuove opportunità, oppure a precluderle, la trascuratezza nell’organizzare e coordinare le attività social dei collaboratori è tale che nel 75% dei casi, quando un imprenditore effettua questa analisi sui social, scopre dei risultati negativi e/o indesiderati.

Come procedere

La prima cosa da fare è osservare la tua azienda, il tuo marchio ed i tuoi collaboratori come se fossi una persona che si approccia a voi per la prima volta. Questa analisi può essere effettuata sia utilizzando lo strumento consigliato nel paragrafo precedente, sia effettuando una ricerca in incognito su Google “nome cognome azienda” per ognuna delle persone chiave del tuo team.

La seconda cosa da fare è ripetere la stessa operazione prendendo in considerazione la rilevanza che hanno in Rete – ed in modo particolare sui social – i tuoi competitor, e anche in questo caso puoi utilizzare uno strumento come il Social Media Analytics di Sproutsocial.

La terza cosa da fare è una scelta. Ovvero, decidere a chi affidare questo aspetto strategico che determinerà gran parte dell’espansione della tua azienda nel prossimo futuro.

Le scelte essenzialmente sono due: dotarti delle risorse interne alla tua organizzazione che sappiano come e cosa fare; oppure affidarti ad una società come la nostra per una gestione in outsourcing dei profili social della tua azienda e delle tue persone chiave.
Entrambe le scelte hanno dei vantaggi e degli svantaggi che cercheremo di valutare quanto più possibile oggettivamente nel prossimo paragrafo (noi naturalmente siamo un po’ di parte dato che questi servizi li vendiamo).

La cosa che assolutamente consigliamo di non fare è quella di demandare questa funzione al famigerato “cuggino” di qualcuno o a un IT sovraccarico e al webmaster part time.

Chi ingaggiare?

L’unica scelta peggiore di incaricare qualcuno di improvvisato è lasciare la funzione scoperta e affidare le sorti della notorietà e della reputazione aziendale al caso.

Affidarsi al caso significa non solo non curarsene completamente; in questa categoria ricade anche la pia illusione di poter dare una qualche direttiva su l’uso dei social e sperare che questa venga rispettata. Nel campo della comunicazione maggiore è l’autogestione minore è la qualità della comunicazione e, a quanto pare, per quel che concerne l’utilizzo dei social network questa regola è ancora più valida.

Affidare questo incarico ad una agenzia esterna – purché specializzata – garantisce costi certi e l’utilizzo delle migliori tecniche e degli strumenti software più efficaci. Il punto a sfavore è, come sempre quando si utilizza un provider esterno, l’interdipendenza che si crea con qualcuno che non è dell’azienda.

Affidare l’incarico a un gruppo interno all’azienda, invece, risolve il problema dell’interdipendenza ma non garantisce in nessun modo gli stessi standard tecnologi e qualitativi. Nessuna web agency specializzata in social media cederebbe mai i propri strumenti software e i propri strumenti del mestiere, primo tra tutti la propria rete di relazioni con influencer e blogger, e le persone disposte a svolgere questa professione, internamente alle aziende che non possiedono né le une né le altre o che presumibilmente si aprirebbero una web agency di loro proprietà.

DIY “fai da te”: anche no!

Esistono degli strumenti di personal branding on line che possano aiutare chi decide di “mettersi in proprio” e percorrere la tumultuosa avventura di diventare rilevante in rete facendo affidamento solo sui propri mezzi.

Noi riteniamo che, per quel che concerne il personal branding in chiave imprenditoriale, siano perfettamente inutili, così come è perfettamente inutile la formazione dedicata a imprenditori e manager su questo soggetto.

Sia chiaro, non è che le risorse on line o i libri o i webinar non siano validi, il punto è che qualcuno già impegnato in una professione non ha il tempo materiale di sviluppare tutte le skill richieste da questa disciplina e – soprattutto – non avrebbe mai e poi mai il tempo quotidiano da dedicare alla costruzione di un marchio personale rilevante in Rete.

A patto che tu abbia già delle buone basi di SEO on page off page, grafica e copywriting in almeno due lingue, restano sempre non meno di 20 ore di lavoro al mese da dedicare ai tuoi profili social (sempre che tu abbia a disposizione dei software che ti aiutino nella costruzione di una rete professionale e nelle interazioni); nel caso in cui non potessi avvalerti di uno di questi strumenti le ore di lavoro da mettere a preventivo per il tuo personal branding in chiave imprenditoriale sono almeno 40 ogni mese.

Se comunque ci vuoi provare o hai del gran tempo libero ti consigliamo Scoop.it perché ti permette una semplice gestione coordinata dal tuo blog ai tuoi social e ti dà modo di trovare argomenti e idee di pubblicazione vicine al tuo settore di attività e ai tuoi interessi.

Il tuo marchio personale si merita qualcosa di meno?

Per un Imprenditore il personal branding è uno degli strumenti più potenti per raggiungere e coinvolgere i propri “portatori di interessi” presenti e futuri. Non può essere gestito come un hobby o un passatempo, si merita un approccio professionale, le migliori tecnologie e i professionisti più appassionati, esperti e dedicati.

Persone creative e brillanti che sfruttano tecnologie accurate e instancabili.

Questo secondo noi è ciò che serve a un imprenditore che vuole sfruttare tutta la potenza della Rete e dei social media per fare in modo che la propria azienda ne tragga vantaggio e si apra a nuove e concrete opportunità di business.

Più persone che software, ma anche tanto software.

Secondo la nostra visione, non solo in termini quantitativi, ma anche e soprattutto in termini qualitativi, nelle attività di personal branding in chiave imprenditoriale la componente umana deve superare sempre quella tecnologica.

Al tempo stesso, però, c’è anche del buono che ricade nella categoria “digital marketing automation” e sarebbe assurdo non utilizzare degli strumenti che possono sgravare le persone da incarichi necessari ad espandere una rete, a volte estremamente noiosi e ripetitivi.

Obiettivi di personal branding in chiave imprenditoriale

Come in ogni altro settore d’impresa se non sai dove andare è difficile che ci arrivi.

In un’ottica di asset e risorsa aziendale il tuo marchio personale dovrebbe avere degli obiettivi chiari da perseguire. Obiettivi che, a prescindere da quale sia il tuo settore o mercato, possano essere convertiti in qualcosa di tangibile e fatturabile anche nel caso in cui il tuo business non abbia niente a che fare con la vendita on line di prodotti o servizi.

Alcuni degli obiettivi che puoi perseguire nelle tue attività di personal branding in chiave imprenditoriale:

Rivitalizzare i clienti

Uno degli obiettivi primari dovrebbe sempre essere quello di entrare in contatto con i propri clienti attraverso i social, LinkedIn in particolare ma non solo; se perseguito correttamente, questo obiettivo ti permetterà sia di far aumentare lo spirito di appartenenza ai tuoi clienti più fidelizzati, sia di ricordare e rinfrescare chi siete e quello che fate ai clienti che nel corso degli anni possono aver affievolito la loro partecipazione alle vostre attività e ridotto gli acquisti.

Un gruppo di lavoro in possesso dei giusti strumenti tecnologici è in grado sia di connetterti a tutti i tuoi clienti e di dare il via ad una community che giri intorno alla tua figura e a quelle delle tue persone chiave, sia di farti partecipare a tutti i gruppi e community dove loro sono già presenti.

Acquisire nuovi clienti

Diventando rilevanti in Rete è sorprendentemente più semplice trasformare chi ti apprezza sul Web in un effettivo cliente. Inoltre, trovando dei risultati positivi on line è molto più probabile che chi vi cerca in Rete proceda nel voler approfondire anche off line la conoscenza dei vostri prodotti e servizi.

Inoltre, non è da trascurare il fatto che utilizzando i giusti strumenti e best practice, è relativamente semplice per dei professionisti del settore espandere la tua rete riuscendo a coinvolgere proprio gli imprenditori e i manager con cui vuoi entrare in contatto, evitando al contempo di allargare la tua cerchia di connessioni a persone poco o per niente funzionali al business.

Gestire le relazioni clienti

Non tutte le piattaforme social sono adatte a questo scopo, ma ce ne sono alcune che sembrano fatte apposta e che permettono all’imprenditore di avere a propria disposizione non solo uno strumento che aumenti la popolarità del suo marchio personale e aziendale ma anche qualcosa di impareggiabile per interagire e offrire assistenza tempestiva ai clienti e avere un quadro molto preciso e non mediato da altre figure aziendali su cosa stia succedendo tra la sua azienda e i suoi clienti.

Aumentare la reputazione dell'azienda

Il primo passo per aumentare la propria reputazione è interagire con i contenuti di altre persone così da aiutarle a diventare ancora più rilevanti. La reciprocità (dare per ricevere) è uno dei principi cardine intorno ai quali si muovono tutte le piattaforme social.

Il secondo passo è pubblicare con costanza contenuti utili ed originali nei posti giusti e non farsi problemi a chiedere dei feedback direttamente alle persone più influenti che riesci a contattare sui social.

Un imprenditore che non ha timore di interagire in Rete e che sa come incrementare la propria rilevanza aumenta al contempo la reputazione e l’appeal dell’azienda nei confronti di una community sempre più numerosa e, se il lavoro di networking viene svolto con perizia, diventa anche sempre più rilevante.

Non si tratta di fare la collezione di follower a casaccio. Per aumentare la reputazione on line è necessario coinvolgere le giuste persone collegate ai giusti gruppi e agli argomenti rilevanti per il tuo settore e nel tuo mercato.

Ingaggiare nuovi collaboratori

Il cosiddetto “mercato del lavoro” (espressione detestabile ma che rende l’idea della competizione che ci sia tra le aziende per assicurarsi i migliori candidati presenti – appunto – “sul mercato”) si sta completamente spostando dai siti offro/cerco lavoro all’ambito delle piattaforme social, e già oggi la maggior parte dei recruiter sta orientando il proprio focus dai canali tradizionali di reperimento candidati ai social.

Lo stesso stanno facendo i candidati più talentuosi e i migliori collaboratori – quelli che possono scegliere – non affidano più i loro curriculum alle piattaforme cerco/offro lavoro e lasciano che siano i loro profili social a raccontare la loro storia professionale, prediligendo il contatto diretto con le aziende e con le persone chiave delle aziende per le quali vorrebbero prestare la loro opera.

Quali social utilizzare

Per il personal branding in chiave imprenditoriale consigliamo le piattaforme social attraverso le quali è più semplice instaurare delle relazioni che si spostino con facilità dalla rete al mondo reale. Di seguito una breve graduatoria dei social network che possono essere usati da un imprenditore nel costruirsi un solido brand personale.

LinkedIn

Con oltre 640 milioni di utenti, LinkedIn offre delle opportunità uniche sia per la natura dei suoi iscritti, sia per i servizi che offre, sia per la libertà che lascia agli sviluppatori di agire e creare delle applicazioni ad hoc per la loro piattaforma.

Per il personal branding in chiave imprenditoriale il nostro consiglio è quello di avere innanzitutto una gestione coordinata dei profili LinkedIn delle key people e di armonizzare queste attività con la pagina aziendale, ed eventualmente creare delle vetrine specializzate per settore o linea di prodotto. Assolutamente consigliata la creazione di gruppi e ancor di più, specie inizialmente, la partecipazione a gruppi che abbiano #argomenti e @persone di interesse per il tuo business.

Altro aspetto da non trascurare su LinkedIn è l’integrazione con Slideshare e la possibilità di condividere contenuti di qualità su questa piattaforma.

Per approfondire l’utilizzo di LinkedIn per scopi professionali puoi trovare dei riferimenti interessanti qui.

Per conoscere o utilizzare degli strumenti BrandMe utili ad aumentare esponenzialmente la tua rilevanza su LinkedIn puoi fare riferimento a questo tool.

Facebook

È il social network più utilizzato anche nel nostro Paese e oltre a dare la possibilità di pubblicare facezie e gattini, permette di integrare alle molte funzionalità advertising native, delle applicazioni utili a costruire e gestire una business community.

Per il personal branding in chiave imprenditoriale consigliamo i Profili personali, le Pagine aziendali le partecipazioni e la creazione di gruppi e l’integrazione con Instagram.

Twitter

Twitter non serve solo per sapere cosa sta succedendo nel mondo e di cosa sta parlando la gente in questo momento, ha anche delle funzionalità business che permettono di connettersi a nuovi prospect, generare dei lead e offrire un servizio tempestivo di customer care.

Telegram

In Italia non è ancora molto diffuso e viene per lo più considerato come uno strumento per “crypto-addicted” ma Telegram è il futuro dell’interazione su mobile e nella gestione delle community. Non esiste uno strumento più efficace per tenere aggiornati i tuoi stakeholder senza essere invadenti.

Per maggiori informazioni su come utilizzarlo a scopi professionali e di personal branding puoi fare riferimento qui.

Google

A volte sembra più che altro un rompicapo, ma dato che è l’azienda che gestisce oltre il 90% delle ricerche sul web ci siamo dati da fare per capire come usarlo per espandere le proprie cerchie, e funziona.

In modo particolare, per quel che riguarda l’utilizzo di Google a scopi di personal branding, consigliamo Blogger come piattaforma da utilizzare per dare rilevanza ai propri contenuti sul motore di ricerca più diffuso al mondo.

Instagram

È il social più utilizzato dalle nuove generazioni e, stando ai dati delle ultime ricerche, anche quello che riesce ad ottenere il più alto livello di engagement, surclassando Facebook e Twitter. Per essere efficace necessita di frequenza nelle pubblicazioni e qualità nelle immagini, due caratteristiche che l’hanno reso indigesto a molti imprenditori e manager di PMI.

Invece Instagram è formidabile anche per quel che concerne il personal branding in chiave imprenditoriale e offre dei servizi business di grande efficacia.

Per conoscere o utilizzare degli strumenti BrandMe utili ad aumentare esponenzialmente la tua rilevanza su Instagram puoi fare riferimento a questo tool.

Youtube

Diciamolo subito: per funzionare a dovere e portare degli affari, la principale piattaforma di video sharing al mondo richiede degli investimenti e delle competenze superiori ad ogni altro social, non a caso gli “youtuber” hanno un nome per descrivere la loro professione e dietro il loro successo – anche quando sembrano naïf- non c’è il caso o l’approssimazione.

A volte viene da chiedersi perché le aziende si ostinino a pubblicare dei contenuti video che nessuno guarda. Se vuoi conoscere uno strumento in grado di proporre e condividere i tuoi contenuti video con migliaia di utenti puoi dare un’occhiata al nostro servizio di booster su YouTube.

Medium

In Italia è noto soprattutto per essere stato utilizzato da qualche politico, a metà strada tra il blog e il sito di news, Medium è una buona vetrina per chi ha effettivamente la necessità di condividere molti contenuti originali e non ama la frenesia dei social più frequentati. Come ogni altro social offre la possibilità di crearsi un seguito che, in questo caso, è mediamente più qualitativo che in ogni altro social.

Quanto investire sulle attività di personal branding in chiave imprenditoriale

Quando si tratta di costruire un marchio personale, alcune persone considerano il processo troppo lungo, o peggio, sopraffacente.

In effetti, costruire un brand personale in grado di influenzare un gruppo di lavoro, un’azienda o un settore non è un obiettivo che si realizza in un paio di settimane, servono tempo, competenza, investimenti e dedizione.

Ma, anche in questo campo, il vero segreto per farsi strada è cominciare e, anche in questo campo, per andare lontano si comincia muovendo i primi passi – possibilmente affidandosi almeno in parte a persone competenti – e facendo i primi investimenti.

Naturalmente quanto investire sulle attività di personal branding dipende dagli obiettivi che si intendono perseguire, dalle tempistiche con cui li si vuole raggiungere, dal livello iniziale di notorietà e buona reputazione del proprio marchio personale, dal grado di competizione del settore, dalle peculiarità dei Paesi in cui si intende sviluppare una rete di alleanze, dal budget di cui si può effettivamente disporre e dal potenziale del ritorno dell’investimento che le attività di personal branding possono dare all’ imprenditore e alla sua azienda.

Indipendentemente da tutti questi fattori noi di BrandMe vogliamo che il servizio sia fruibile da quante più persone possibile e a questo scopo abbiamo standardizzato una serie di servizi che, in base alla nostra esperienza, sappiamo essere efficaci per la maggior parte degli imprenditori del nostro Paese.

Se vuoi approfondire il nostro approccio al personal branding in chiave imprenditoriale puoi utilizzare questo strumento di valutazione dedicato alle persone già impegnate nel mondo degli affari.

La Missione di BrandMe

La nostra missione è quella di sfruttare la potenza della rete e dei social network per fare di te un influencer nel tuo settore di attività.

La nostra attività principale è la gestione in outsourcing dei profili social delle “business person” (manager, imprenditori, professionisti ecc.). Ci occupiamo anche di tutto il mondo social media marketing e web marketing, ma la nostra passione è far diventare autorevoli anche in Rete le persone che si sono già distinte nel mondo degli affari.

Il paradosso dei social network

Molte persone che hanno già saputo distinguersi nel business o nella professione sono pressoché irrilevanti in Rete. Niente di strano: generalmente sono già fin troppo occupate a fare il loro lavoro. Per queste persone, formarsi e dedicare tutto il tempo necessario alla gestione dei loro profili social non ha senso dato che, il tempo, è proprio la risorsa più scarsa di cui dispongono.

L’idea di business di BrandMe

Il personal branding per un Imprenditore è importante. La nostra idea di business è offrire dei servizi di alto livello – impiegando le migliori persone, software e know-how disponibili – così da dare dei risultati tangibili a costi certi, impiegando un quantitativo minimo del tempo del cliente. In altre parole, facciamo per le persone impegnate nel mondo degli affari le stesse cose che sulle piattaforme social si fanno per artisti, sportivi e politici: gestiamo professionalmente i loro profili social come se “fossimo loro”.

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