Internet ai tempi del Coronavirus

Internet ai tempi del Coronavirus

La rivoluzione digitale è (veramente) in atto.

Premessa

Negli ultimi anni non si è fatto altro che parlare degli effetti collaterali di Internet, di quanto impattasse negativamente sugli adolescenti, di quanto bistrattasse la nostra privacy e di quanto nuocesse dal punto di vista sociale.

Proprio in quest’ultimo mese, però, la recente emergenza sanitaria, ha fatto tornare in auge il ruolo primario della Rete: informare e connettere le persone.

Dal lavoro, agli aperitivi, dalla scuola alle visite ai musei, il World Wide Web rappresenta, ad oggi, una risorsa d’importanza vitale per sopravvivere alla quarantena ed evitare di chiudersi, mentalmente, dentro quattro mura.

Internet è diventato il nostro ponte con l’esterno, il veicolo attraverso il quale riusciamo a mantenere intatta la nostra quotidianità.

E così, anche se forzata da eventi di cui avremmo fatto volentieri a meno, la rivoluzione digitale sta toccando tutti gli aspetti della nostra vita per renderla, in questo momento di grande disagio, più normale possibile.

Ma ora, entriamo nel merito della nostra quotidianità e scopriamo come la Rete ci supporta in tante attività.

Lavoro Agile

Per noi di BrandMe, che lo pratichiamo da sempre, non è una novità, ma lo Smart Working, che prima riguardava solo circa 500 mila persone, oggi ne potrebbe potenzialmente coinvolgere ben di più. Secondo la giornalista Milena Jole Gabanelli, infatti, “8 milioni di dipendenti svolgono un lavoro che può essere fatto da casa. Prima della comparsa del Coronavirus in Italia erano 570.000 a farlo. Adesso sta esplodendo e gli operatori telefonici dicono che il traffico dati è aumentato dal 20 al 50%”.

È indubbio che, quando si parla di Smart Working, il ruolo di Internet sia di vitale importanza: il Web, infatti, mette a disposizione una serie di tool e piattaforme per facilitare, sotto tutti i punti di vista, lo svolgimento delle attività lavorative da remoto.

Per scoprire tutto quello che c’è da sapere sullo Smart Working non perderti il nostro articolo > Smart Working: un nuovo modo di lavorare.

E- learning

A seguito del decreto #iorestoacasa anche l’istruzione, da quella secondaria a quella universitaria, diventa virtuale.

Sono, infatti, 8 milioni gli studenti italiani che studiano da casa grazie ai progetti di e-learning attivati da scuole e università.

Secondo un’indagine condotta da Studenti.it, nel nostro Paese le classi virtuali sono decollate nel 48,5% delle scuole medie e nel 70,4% di quelle superiori.

Chi, invece, non ha accesso alle lezioni online si organizza diversamente: il 20,5% (media nazionale) trova compiti e materiale didattico nel registro elettronico, mentre l’11,5% li riceve dai professori via chat o via mail. 

Tuttavia, si tratta di dati provvisori, perché l’organizzazione della didattica online è un work in progress.

Anche l’università resiste al virus grazie ad Internet.

Lezioni a distanza, esami di profitto orali svolti non in presenza e voti comunicati agli studenti sempre in streaming e via e-mail.

Procedura a distanza anche per gli esami di laurea: la discussione avviene con il candidato in streaming per tutte le lauree, sia triennali che magistrali. I laureandi vengono identificati attraverso la visualizzazione del volto e il documento d’identità e il voto di laurea viene comunicato al momento, in streaming, con successiva conferma via mail. 

La Commissione di laurea sarà interamente in presenza, nelle strutture dell’ateneo, e la proclamazione si svolgerà on line. 

Una ulteriore cerimonia di laurea potrebbe essere predisposta una volta che l’emergenza del virus sarà rientrata. 

Stesse modalità per gli esami di dottorato, ma i commissari possono essere collegati in modalità telematica.

Cultura virtuale

Per fortuna c’è Internet a preservare anche l’informazione e l’intrattenimento culturale.

Niente più code davanti al Louvre, ora puoi visitarlo direttamente dal divano di casa grazie ad una buona connessione. Il più famoso museo parigino, infatti, offre un tour virtuale della mostra “Figura di un artista”, con sequenze in particolare sulla Gioconda. 

In Olanda, invece, Il Van Gogh Museum condivide online i capolavori del celebre pittore, così come fa anche il Rijksmuseum di Amsterdam che possiede la più grande collezione di opere del periodo d’oro dell’arte fiamminga.

Anche nel Regno Unito i musei restano aperti virtualmente: mentre il British Museum si è dotato di un ricco database online, la National Gallery of Art ha ricreato sul proprio sito una dettagliata analisi del museo divisa per piani e sale con schede destinate a illustrare i differenti ambienti. 

L’arte non si fa schiacciare dal Covid-19 neanche in Spagna con il Prado a Madrid e il Reina Sofia che ospita il monumentale Guernica di Picasso, cui dedica un approfondimento virtuale.

Oltreoceano migliaia di opere a disposizione in un click: a New York il Metropolitan Museum of Art, è visitabile come se fosse una galleria multimediale, grazie al Google Art Project

Anche l’Italia non è da meno, e concede le sue bellezze senza dover mettere il naso fuori casa.

A Milano, la Pinacoteca Brera permette di ammirare i capolavori della storia dell’arte mondiale che custodisce, grazie a una campagna di digitalizzazione in altissima definizione. 

La Galleria degli Uffizi di Firenze, invece, offre “Ipervisioni”: immagini ad alta definizione dei capolavori delle mostre virtuali, da Botticelli a Cimabue. 

A Torino, Il Museo Egizio rompe l’isolamento sia su internet che sui social e mostra le sale ristrutturate. Roma non sta a guardare e offre online il tour dei Musei Vaticani con la Cappella Sistina accessibile comodamente dallo schermo del proprio device preferito.

Anche il MANN e il Madre – museo d’arte contemporanea Donnaregina –  di Napoli, hanno aderito alla campagna #iorestoacasa e, sin dalle prime ore della chiusura imposta dall’emergenza coronavirus, sono tra i siti culturali più attivi sul web.

Ma non solo arte e musei, anche la musica non si ferma.

Il “Jova House Party” di Jovanotti è ormai un appuntamento quotidiano, e continua anche il progetto #iosuonodacasa, hashtag per seguire e commentare gli eventi social, ideato dal direttore di Rockol Franco Zanetti e condiviso da altre testate musicali.

Live sul web nei giorni scorsi si sono potuti apprezzare Gigi D’Alessio, Alex Britti, Rocco Hunt, Noemi, Ermal Meta, Enrico Nigiotti, Marco Masini, Fabrizio Moro, Paolo Vallesi e ancora i Modà, Gianna Nannini, Paola Turci, Piero Pelù e tanti altri. 

Ed i  concerti streaming online sono destinati a crescere.

Streaming

Sempre in tema di streaming, in aiuto degli italiani, anche su richiesta del ministro Dario Franceschini, sono arrivati tv, cineteche e operatori culturali che hanno messo a disposizione gratuitamente in Rete una tale quantità di titoli sufficienti a tenerci compagnia fino a Natale – anche se si spera di non dover rimanere in quarantena tanto a lungo-. 

Per non parlare di piattaforme come Netflix, che ha visto crescere in modo esponenziale le sue azioni in questo periodo, e Amazon scoperte e apprezzate in questi giorni anche dai più anziani. 

Minerva Pictures mette a disposizione cento film gratuiti sulla piattaforma di streaming “The Film Club”, dove è possibile anche noleggiare altri titoli; Raiplay, la piattaforma multimediale della Rai, propone tutta la programmazione di film e telefilm trasmessa sui propri canali del digitale terrestre; Infinity, il servizio di streaming online on demand del gruppo Mediaset, offre gratuitamente per due mesi il suo catalogo di film e serie tv.

Cineclub Internazionale Distribuzione inaugura invece il proprio servizio Vod sulla piattaforma Vimeo per il noleggio e l’acquisto digitale di alcuni film e documentari del suo catalogo. 

Aperitivi 2.0

C’è però un altro aspetto da considerare, se possibile ancora più sorprendente e che ha a che fare con la socialità. 

Le piazze si svuotano e le serrande di pub, bar e discoteche sono abbassate, ma le persone non rinunciano ad incontrarsi, anche se virtualmente, per un caffè o un aperitivo insieme.

Le app per connettersi con più persone alla volta, sono infatti molto utilizzate per mantenersi in contatto con amici e parenti e per restare uniti nonostante la distanza fisica.

Ma quali sono le migliori applicazioni per gli aperitivi virtuali?

Houseparty

Houseparty è un servizio di social network che consente la chat video di gruppo tramite app mobili e desktop. Gli utenti ricevono una notifica quando gli amici sono online e disponibili per la chat video di gruppo. 

Meeting Zoom

Meeting Zoom è una piattaforma web che consente di fare videoconferenze, call di lavoro, webinar, corsi didattici online (lezioni universitarie e eventi da remoto), senza che ci sia bisogno di muoversi da casa o dall’ufficio. È molto utile per chi lavora in modalità smart working ma ora è scelto anche da chi vuole stare a casa senza rinunciare all’aperitivo. 

È possibile scegliere tra un account base gratuito e uno a pagamento in base ai propri obiettivi. Per esempio, se si vuole organizzare un videochiamata con molti partecipanti sarà necessario sottoscrivere un abbonamento, se invece ci si limita ad organizzare un aperitivo fra pochi intimi la versione free è più che sufficiente.

Whatsapp

Restare in contatto con WhatsApp è piuttosto semplice: basta avere il numero di telefono della persona e inviargli un messaggio, un’immagine, una foto o una nota vocale. 

Oltre a queste funzionalità, WhatsApp permette anche di fare le videochiamate, sia “one to one” sia di gruppo. Soprattutto quest’ultimo strumento è molto utile quando si devono organizzare delle riunioni o delle feste e i propri colleghi o amici si trovano in posti lontani.

Conclusione

Siamo sull’orlo di quella che Ezra Klein di Vox definisce una “recessione sociale” – un’epidemia di solitudine e isolamento causata dal virus. La recessione sociale colpirà alcuni gruppi in particolare: le persone anziane, le persone con disabilità, le persone che vivono sole. Ma ci sentiremo tutti isolati in una certa misura. 

Ma se c’è un lato positivo in questa crisi, è che il virus ci sta costringendo a usare Internet nelle modalità per cui il Web era stato creato – connetterci l’uno con l’altro, condividere informazioni e risorse e trovare soluzioni collettive a problemi urgenti. 

È la versione sana e umana della cultura digitale che di solito vediamo solo negli spot televisivi, dove tutti usano costantemente uno smartphone per visitare i nonni lontani e leggere storie della buona notte ai bambini.

La vera rivoluzione digitale ha avuto inizio e speriamo, che alla fine di tutto, qualcosa di buono rimanga.

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