Personal Branding: 15 errori da evitare

Personal Branding: 15 errori da evitare

Premessa

Sembra una cantilena ripetuta ogni articolo ma è la verità e noi di BrandMe non ci stancheremo mai di ripeterlo: fare Personal Branding è, oggi più che mai, fondamentale per professionisti e manager che vogliono emergere nella “baraonda” digitale e costruire relazioni interessanti e profittevoli. 

Questo perché, il tuo marchio personale è un riflesso diretto del tuo successo e delle tue competenze, il bigliettino da visita con cui ti presenti alle persone, il curriculum vitae che recruiter e potenziali partner prenderanno in considerazione nel caso vogliano collaborare con te.

Ma sicuramente queste cose già le sai, e allora hai conosciuto gente rilevante, ti sei iscritto su LinkedIn, Twitter, Facebook, Instagram ed aggiorni – occasionalmente – i tuoi feed pubblicando contenuti interessanti per i tuoi interlocutori.

Allora perché non vedi un miglioramento delle tue performance? Perché non acquisisci rilevanza sul Web e generi lead di qualità?

“La realtà è che Internet è un pool globale di talenti”, afferma Dan Schawbel, fondatore di Millennial Branding e autore del best-seller Promuovi te stesso. “Se vuoi competere in questa economia, devi avere la giusta presenza online. Fa o muori. “

Un solo passo falso, infatti, può danneggiare la reputazione che hai costruito con impegno e dedizione. Perciò, se vuoi rappresentare positivamente la tua azienda o te stesso, ci sono alcuni errori che devi assolutamente evitare per non distruggere il tuo marchio personale.

15 errori che possono distruggere il tuo marchio personale

1. Non passare dal via

Spesso si tende a volere tutto e subito. E così molte persone partono direttamente in quinta, iniziando con la realizzazione di contenuti originali e attività di public relation coinvolgenti. Questo è un errore enorme. 

Ogni grande strategia di Personal Branding inizia con la creazione di un piano d’azione, un inventario personale basato su domande come: in cosa sono esperto? Qual è la mia proposta di valore? Che cosa ho da offrire? Cosa è importante per me? Qual è la mia motivazione principale?

2. Non evidenziare la tua proposta di valore

E così per pura consequenzialità logica arriviamo all’errore numero 2: non chiarire lo scopo.

Per prima cosa, chiediti per cosa vuoi essere conosciuto. 

“Non cercare di essere tutto per tutti”, afferma Schawbel,  “Scegli un argomento specifico e un pubblico e concentrati su quello.” 

Quali sono le tue competenze? Quali sono i tuoi punti di forza? A chi vuoi rivolgerti? Cosa puoi offrire di speciale ai tuoi interlocutori? 

Internet è un delirio, se vuoi essere una voce ben distinta fra miliardi di altri rumori confusi devi conoscere ed essere sicuro del valore che proponi ed urlarlo a gran voce.

3. Ignorare la tua storia personale

La cosa più distruttiva per il tuo marchio personale è, per l’appunto, non essere personale. 

Le persone vogliono sapere chi sei, conoscere la tua personalità e riconoscere, in modo chiaro, la tua identità. 

Se i tuoi contenuti possono essere copiati e incollati da chiunque altro senza che nessuno se ne accorga, allora non stai costruendo un forte marchio personale. 

Assicurati di aggiungere frammenti della tua storia e personalità ogni volta che condividi qualcosa con il tuo pubblico.

4. Confondere i clienti su chi sei

Spesso, professionisti ed aziende pensano di poter essere tutto per tutte le persone non delineando, in questo modo, un’identità unica e riconoscibile. 

Così facendo confonderai non solo i clienti ma tutti i tuoi interlocutori, che, spaesati, cercheranno un marchio più chiaro e con offerte più coerenti.

Scegliere una sola direzione è un atto coraggioso e rischioso ma che sarà ripagato con la fedeltà dei tuoi stakeholder ed un successo duraturo nel tempo.

5. Mancata comprensione dei valori personali

Il modo in cui comunichi con il tuo pubblico riflette i tuoi valori personali. Quando non riesci ad individuare gli elementi che caratterizzano la tua identità o mantieni una duplice personalità, quella personale e quella professionale, ti trovi in conflitto con te stesso.

Un marchio personale, infatti, dipende fortemente dall autenticità e dalla coerenza delle tue azioni. Perciò, quando agisci in modo distante dai valori personali o aziendali che dichiari danneggi la tua brand reputation e deludi i tuoi interlocutori.

6. Concentrarsi solo su di te anziché sui tuoi clienti

Fare Personal Branding non significa essere autocelebrativi.

La continua autoreferenzialità, infatti, è la ragione per cui molti clienti si distaccano da un brand e molti prospect non si avvicinano nemmeno.

La maggior parte delle aziende e delle persone presenta il proprio marchio con “Lascia che ti parli di me / noi”, quando “Lascia che ti parli di te” sarebbe molto più efficace e di grande impatto. 

Quello che deve intercorrere tra brand e consumatore è un dialogo, in cui il marchio si fa portatore di un valore che cede alle persone per soddisfare un loro bisogno.

7. Essere passivi

Un altro degli errori più grandi che puoi commettere quando fai Personal Branding è essere passivo. Che lo si voglia o meno, ognuno di noi ha un proprio marchio personale, una propria identità che prende forma anche quando rimaniamo a guardare.

Ecco perché una gestione proattiva ed intenzionale del proprio marchio consente di modellare la propria reputazione e di controllare l’impatto che si ha sulle persone.

8. Consentire a qualcun altro di controllare il tuo marchio personale

L’approccio proattivo è fondamentale anche quando deleghi la gestione del tuo marchio personale ad un’agenzia di Personal Branding.

Affidarsi a dei professionisti, infatti, non significa rimanere estranei alle attività di Personal Branding che vengono implementate.

Se ti allontani troppo dalla gestione del tuo marchio personale è probabile che gli elementi identitari propri della tua personalità non emergano completamente. E poiché, nel mondo reale, ti presenterai in modo diverso rispetto alla personalità fittizia che è stata costruita online per te, perderai immediatamente la fiducia dei tuoi interlocutori. 

Perciò è importante trovare un’agenzia aperta al dialogo, con cui scambiare informazioni e con cui condividere apertamente la tua storia e i tuoi valoriSe non sai come scegliere la Personal Branding Agency ideale per te clicca qui.

9. Darsi delle aree

Spesso quando si vuole mostrare il proprio valore si tende ad assumere atteggiamenti altezzosi e megalomani, dipingendo un’immagine di se stessi invincibile e priva di ogni debolezza. 

Così facendo, però, clienti e partner – comuni mortali – avranno la percezione che tu sia difficile da agganciare, e non proprio una persona piacevole con cui dialogare ed instaurare relazioni. 

Quello che rende un brand unico e speciale, invece, è la sua umanità, la sua onestà nell’ammettere i propri errori e la tenacia con cui vi si pone rimedio.

10. Non essere trasparente

Ecco perché un altro errore imperdonabile, che si commette quando si fa Personal Branding, è non condividere la propria storia, completa di tutte le imperfezioni. 

Quando non si è trasparenti circa la propria vita professionale e umanità, emergono narrazioni del brand diverse dalla realtà.

Ma sono l’unicità e la verità delle storie che racconti a dare forza al tuo marchio personale. 

11. Mancanza di chiarezza

Promuovere ad un pubblico il proprio marchio personale non è esattamente un gioco da ragazzi. Spesso si fa davvero difficoltà a comprendere il modo migliore per comunicare con i propri interlocutori e, spesso, nel dialogare con il proprio pubblico si tende ad essere poco chiari.

Perciò, quello che devi fare è stabilire un messaggio univoco e definire un tone of voice distintivo per comunicarlo, senza essere troppo cerimonioso, o troppo poco dettagliato.

12. Perdere la vista dell'immagine più grande

Focalizzarsi su dei micro obiettivi, agire step by step sono sicuramente attività che puoi svolgere giorno per giorno, ma quello che conta davvero è la visione d’insieme. Se non hai chiaro il quadro generale, se non conosci il punto da cui parti e la direzione che devi prendere per raggiungere l’obiettivo finale, potresti perderti per strada.

La coerenza di un marchio è una qualità che deve perdurare nel tempo, perciò, nonostante un ponte si costruisca mattone per mattone devi sapere cosa c’è dall’altra parte della sponda per non perdere l’allineamento. 

Tieni bene a mente la tua mission e cerca di raggiungere, con impegno e dedizione, la tua vision, compi tutte le azioni, anche piccole, necessarie ma mantieni sempre il focus sull’intero progetto.

13. Andare sul sicuro

Inutile dannarsi, piacere a tutti è impossibile. 

Spesse volte, però, per assicurarsi la benevolenza di un vasto pubblico si tende a ridimensionare la propria identità o a modellarla secondo le opinioni più condivise. 

Ma così corri il rischio che il tuo marchio personale appaia privo di personalità. 

Un brand è ciò che ti distingue; ciò che ti rende unico. Sii distintivo. Sii autentico. Accetta le sfide, mettiti in gioco. 

Perché ricorda: “chi non risica non rosica”.

14. Ti nascondi dietro lo schermo del computer

Per quanto la tua presenza Online sia oggi indispensabile, ricorda che fuori il perimetro che delimita la tua scrivania c’è un mondo reale, una dimensione in cui puoi rendere tangibile il tuo marchio personale. 

E qual è la parte “fisica” del tuo personal brand? Tu, in carne ed ossa.

Per cui ricorda che puoi – e devi – farti portavoce del tuo marchio personale anche davanti allo schermo del tuo computer, non solo dietro.

Partecipa ad eventi di settore, tieni a portata di mano il tuo bigliettino da visita, stringi la mano a professionisti e scambia quattro chiacchiere, vis-à-vis, con loro. 

Ogni contatto, che sia reale o digitale, è un passo in più verso la costruzione di un network di qualità e l’affermazione del tuo marchio personale.

15. Hai reso obsoleto il tuo profilo

Ok, hai fatto quello che ti abbiamo consigliato, sei uscito dal tuo ufficio, partecipi a meeting e sorseggi drink con potenziali partner, ma non dimentichi qualcosa?

Qualunque sia il livello di notorietà raggiunto, qualunque sia il numero di “seguaci” che hai fidelizzato, ricorda che il Web è un mondo molto dinamico e affollato. Perciò non pensare che i risultati ottenuti ti facciano “vivere di rendita”. La tua immagine Online deve evolvere e mai diventare obsoleta.

Mantieni aggiornati i tuoi profili ed il tuo sito web attraverso contenuti sempre originali e innovativi. Questo ti consentirà di alimentare i tuoi lead e raggiungerne altri.

Conclusione

Possono volerci anni per costruire un livello di notorietà e credibilità soddisfacenti, e pochi secondi per vedere tutto il tuo lavoro andare in fumo. Perciò fai in modo che ogni step raggiunto diventi uno standard da superare, ma ricorda di rimanere sempre fedele ai tuoi valori di autenticità, trasparenza ed affidabilità.

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I nostri servizi gestiti interamente da un team di professionisti sono stati pensati per chi come te ha già altro da fare.

Il fai da te in questo campo non funziona. Esistono degli ottimi libri e dei corsi eccellenti  ma se davvero gestisci un’impresa non avrai mai il tempo di fare nemmeno una frazione di quello che sarebbe necessario fare per avere dei risultati apprezzabili sui social.

Un team di specialisti che gestisce in outsourcing i tuoi profili social costa, è vero. Ma di certo costa meno del tempo che dovresti dedicarci in prima persona o dei danni di reputazione che potrebbe causarti affidare questo incarico al famigerato “cuggino” o all’immancabile tuttofare aziendale e, in termini di sviloppo di mercato e di apertura a nuove opportunità il vero costo è restare pressochè invisibili in rete.

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