Personal Branding per Freelance

Personal Branding per Freelance

Premessa

Da sempre il brand è un elemento di fondamentale importanza per le aziende. Utile a farsi conoscere al pubblico, essenziale per farsi ricordare dai clienti ed indispensabile per distinguersi dalla concorrenza.

Ma cosa succede, invece, quando non si parla di organizzazioni ma di persone?

Come fanno i liberi professionisti ad affermarsi sul mercato e a promuovere il proprio business?

Ecco che entra in gioco il personal branding.

Ma andiamo per ordine.

Chi sono i Freelance?

Un freelance è un libero professionista che lavora per se stesso piuttosto che per un’azienda o un’organizzazione, anche in presenza di un contratto di collaborazione. Ecco perché, spesso, i freelance non sono considerati “dipendenti” ma, piuttosto, “fornitori” o “consulenti”.

Per questo motivo, le persone che svolgono un lavoro in qualità di freelance sono responsabili di cose a cui i dipendenti tradizionali non devono badare: definizione dell’orario di lavoro; fatturazione ai clienti; pagamento delle tasse.

I numeri dei Freelance in Italia

Secondo un’indagine ISTAT il fenomeno dei freelance viene definito «di particolare rilievo in Italia, dove l’incidenza dei lavoratori indipendenti è molto elevata». 

E le cifre lo confermano: nel 2017 sono stati ben 5 milioni e 363 mila i lavoratori indipendenti attivi nel nostro paese e questa categoria rappresenta ora il 23,2% degli occupati totali. 

Si tratta di una percentuale significativamente più alta rispetto alla media europea del 15,7%, nonostante negli ultimi dieci anni in Italia si sia registrata una diminuzione dei lavoratori autonomi del 10,7%, pari a 642 mila occupati.

Per quanto riguarda i profili professionali, il panorama del lavoro indipendente appare composto da realtà diverse, con diversi livelli di autonomia. La maggioranza dei lavoratori indipendenti (68,1%) appartiene agli ‘autonomi puri’, ovvero ai professionisti che lavorano da soli senza dipendenti, mentre la restante percentuale si divide fra gli autonomi con dipendenti (27,7%) e i lavoratori definiti ‘parzialmente autonomi’, ovvero freelance subordinati ad alcuni vincoli verso il committente – orari di lavoro, sede…- (4,2%).

L'importanza del personal branding per i freelance

Definire il tuo marchio personale dovrebbe essere una decisione consapevole, che ti aiuterà a guidare il tuo business freelance nella giusta direzione. 

Come libero professionista, sai già che costruire un marchio è un passo importante per far decollare un’attività. Hai bisogno di un modo per distinguerti dalla concorrenza e il personal branding è la risposta. 

Un brand forte, infatti, rende memorabile qualsiasi attività commerciale, ed i lavoratori autonomi, più di tutti, possono trarre numerosi vantaggi dall’essere ricordati. 

Questo perché, fare personal branding, soprattutto se sei un freelance:

  1. aiuta a identificare, ed intercettare, i clienti giusti;
  2. consente di differenziarsi dalla concorrenza;
  3. offre la possibilità di costruire relazioni con i propri interlocutori.

Ma quali sono gli step fondamentali per costruire il tuo marchio personale?

5 step fondamentali per costruire il tuo marchio personale

#1 Esprimi la tua personalità

Il primo passo per costruire un marchio personale è definire una personalità unica.

Questo vale per tutte le aziende, ma quando sei un libero professionista ciò che deve emergere è il tuo carattere. Essere freelance ti da l’opportunità di mettere in luce la tua personalità, le tue passioni ed i tuoi punti di forza. Dopotutto, tu sei il brand.

Ma qual è il processo giusto per definire in modo chiaro e conciso la tua personalità, e quindi quella del tuo marchio? Ecco per cominciare a schiarirti le idee prendi un pezzo di carta e scrivi  tre aggettivi positivi che:

  • pensi ti descrivano;
  • vuoi che i tuoi clienti usino per descriverti.

Ora è il momento della prova del nove.

Solo perché pensi che queste parole ti descrivano, non significa che le altre persone siano d’accordo. Quindi, raduna alcuni dei tuoi amici più cari, di cui ti puoi fidare e che credi fermamente siano completamente onesti con te. 

Chiedi loro di svolgere la stessa attività: mettere nero su bianco tre aggettivi che ritengono descriva la tua personalità.

Dopodiché, mostra loro le tue parole e confrontale. Se anche i tuoi amici hanno utilizzato aggettivi simili per descrivere te, e quindi il tuo marchio personale, allora sei sulla buona strada. 

In caso contrario, è il caso che cerchi di analizzare la percezione che gli altri hanno della tua personalità per capire come allinearla agli aggettivi che hai scritto. 

Queste tre parole saranno strumentali nel determinare tutti i tuoi sforzi di personal branding, quindi devi dedicarci tempo.

#2 Scegli il tuo marchio

La prossima grande decisione che devi prendere riguarda il nome da utilizzare per la tua attività.

Molti liberi professionisti decidono di usare il proprio nome affiancato da una parola che identifichi il business, come “Mario Rossi Fotografo”. 

Altri, invece, trovano più vantaggioso utilizzare un naming diverso, principalmente per due ragioni: 

  1. Hanno un nome comune. Di conseguenza, ottenere un dominio per il sito web diventa quasi impossibile, così come distinguersi sui social media o occupare le prime posizioni della SERP;
  2. Immaginano di espandere la propria attività. Perciò, scegliere un nome diverso dal proprio assicura una visione più a lungo termine. 

Se decidi di scegliere un naming diverso dal tuo nome reale, tieni a mente i tre aggettivi che hai scritto e scegli qualcosa che li rifletta.

#3 Crea il tuo logo

L’identità visiva di un marchio è una delle risorse di branding più potenti. È un modo per costruire e rafforzare le associazioni e per rendere il tuo marchio più memorabile. Il potere dei colori sul cervello umano è un fenomeno reale, quindi assicurati di fare le tue ricerche prima di definire una palette colori, uno stile grafico o il font del tuo marchio.

Il tuo logo dovrebbe essere un’interpretazione visiva della tua personalità quindi, a furia di sembrare un disco rotto: dovrai iniziare con i tuoi tre aggettivi. 

È importante che i tuoi potenziali clienti siano in grado di riconoscere i valori fondamentali del tuo marchio personale quando vedono il tuo logo.

#4 Sii presente

Non è possibile rafforzare un marchio personale senza creare una solida presenza online. Quindi, ci sono alcune cose da considerare:

  • Il tuo sito web personale;
  • I tuoi profili sui social media;
  • Il tuo profilo su una piattaforme freelance.

Sito web

La prima opzione è investire in un sito web. Al pari di un curriculum, il sito web è il tuo biglietto da visita digitale, che racconterà la tua storia, condividerà le tue competenze e i tuoi servizi e risponderà alla domanda: “Perché questo libero professionista è diverso dagli altri?”

Se ti stai chiedendo da dove iniziare in termini di contenuto, prova a pensare a ciò che è determinante per i tuoi potenziali clienti, ciò che fa decidere loro di contattarti.

Social media

Inutile dire che dovresti avere un profilo su tutte le piattaforme popolari: Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok, Twitter

I social media sono il luogo adatto per intercettare i tuoi potenziali clienti e stabilire delle relazioni profonde e profittevoli.

Piattaforme indipendenti

Le piattaforme indipendenti (come Freelancer, Upwork, Fiverr) sono spazi dedicati a freelance e aziende in cerca di collaborazioni professionali. Un vero e proprio trampolino di lancio per far conoscere il proprio marchio personale e mettere in mostra le proprie abilità professionali, in modo da costruire ed accrescere la propria Brand Awareness. 

Ma come essere sicuri che il tuo profilo diventi rilevante?

  • Ottimizzalo per le parole chiave;
  • Descrivi in maniera dettagliata la tua esperienza;
  • Includi alcuni dei tuoi migliori progetti per mostrare le tue abilità;
  • Chiedi ai tuoi clienti soddisfatti di lasciare un feedback.

#5 Costruisci associazioni

Uno dei modi migliori per costruire un marchio personale è quello di creare associazioni memorabili e durature nella mente dei tuoi clienti ideali. 

Invece di promuovere continuamente te stesso e i tuoi servizi, parla delle cose che accendono la tua personalità. 

Sfrutta le passioni, gli hobby e gli argomenti legati al lavoro in cui puoi davvero mostrare le tue conoscenze per creare i pilastri del tuo marchio personale e definire il tuo spazio di influenza personale. 

“Cosa dovrebbero pensare le persone quando pensano a me e al mio business freelance?” Chieditelo sempre, servirà a mantenere il focus sulla tua identità ed i tuoi valori.

Conclusione

È tempo di costruire il tuo marchio personale.

L’economia indipendente sta esplodendo e il numero di individui di talento con cui devi competere aumenta ogni giorno. Anche le migliori competenze al mondo non garantiranno un flusso costante di progetti se il tuo nome è sconosciuto. 

Ecco perché costruire il tuo marchio personale potrebbe essere un punto di svolta per il tuo business da freelance. Si tratta di un progetto dal percorso lungo ed impervio, a cui dedicare tempo e dedizione, ma che sicuramente porterà i suoi frutti e tante soddisfazioni. 

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Il fai da te in questo campo non funziona. Esistono degli ottimi libri e dei corsi eccellenti  ma se davvero gestisci un’impresa non avrai mai il tempo di fare nemmeno una frazione di quello che sarebbe necessario fare per avere dei risultati apprezzabili sui social.

Un team di specialisti che gestisce in outsourcing i tuoi profili social costa, è vero. Ma di certo costa meno del tempo che dovresti dedicarci in prima persona o dei danni di reputazione che potrebbe causarti affidare questo incarico al famigerato “cuggino” o all’immancabile tuttofare aziendale e, in termini di sviloppo di mercato e di apertura a nuove opportunità il vero costo è restare pressochè invisibili in rete.

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