Personal Branding Toolkit

Personal Branding Toolkit

Tre strumenti utili a costruire il tuo marchio personale

Premessa

Compreresti un prodotto con un packaging poco curato, con un payoff per niente accattivante e con un design poco coinvolgente? Sono certa di no.

Lo stesso vale anche per le persone.

Il modo in cui ti presenti, curi la tua immagine e comunichi con i tuoi interlocutori è un fattore determinante per la tua professionalità.
E così, al pari di un brand, per diventare rilevante nel tuo settore, devi assicurarti che la tua identità e il tuo tone of voice siano coerentemente curati ed esprimano appieno valori e filosofia del tuo marchio personale.

Ecco perché, il Personal Branding è un’attività fondamentale per avere successo ed essere rilevante nel mondo del lavoro.
Prima di svolgere qualsivoglia attività di promozione del tuo marchio personale, però, è importante che tu abbia in mente, in modo chiaro e definito, l’immagine che vuoi veicolare di te stesso; del resto, se in primis tu non sai chi sei, come pensi che possano capirlo gli altri?

Ma non preoccuparti, se ancora non sei riuscito a individuare gli elementi della tua personalità e professionalità su cui puntare per costruire il tuo brand, puoi affidarti a dei modelli visivi che ti aiuteranno a mettere a fuoco le tue skill e a comprendere come comunicarle.

I modelli visivi come supporto grafico alla costruzione del tuo marchio personale

I tre framework che di seguito troverai spiegati nel dettaglio sono modelli visivi che ti permetteranno di pensare in maniera strategica al tuo marchio personale. Compilare tutte le sezioni ti aiuterà, non solo a mettere nero su bianco i tuoi punti di forza e le tue debolezze, la tua vision e la tua mission, ma, una volta inseriti tutti i tasselli, potrai avere una visione globale di quello che sei e dei tuoi obiettivi, valutandone coerenza e fattibilità.

1. Personal SWOT Analysis

Il primo framework utile alla costruzione del tuo marchio personale è la SWOT Analysis.
Questo strumento molto comune nel mondo professionale, utilizzato per valutare la posizione passata, presente e futura di un’azienda, fornisce ai leader organizzativi una nuova prospettiva su ciò che l’organizzazione fa bene, dove si trovano le sue sfide e quali percorsi perseguire.

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Un’analisi SWOT personale può fare lo stesso per un individuo nel perseguimento dei propri obiettivi di carriera fornendo approfondimenti basati sui punti di forza e di debolezza della tua personalità, quali sfide vedi davanti a te e quali opportunità sono presenti intorno a te ora e in futuro.

Per condurre l’analisi, poniti delle domande su ciascuna delle quattro aree esaminate. L’onestà è fondamentale affinché l’analisi generi risultati significativi. Con questo in mente, cerca di vederti dal punto di vista di un collega o di uno spettatore e osserva le critiche con obiettività.

Fattori interni

Quando si analizzano i punti di forza e di debolezza, si analizzano fattori personali interni come tratti personali, competenze, situazione finanziaria, conoscenze, abilità, rete personale e così via. È l’area su cui hai influenza e dovresti agire nel modo più proattivo possibile, non reattivo.

Punti di forza
  • Quali vantaggi hai che gli altri non hanno (ad esempio, competenze, certificazioni, istruzione o connessioni)?
  • Cosa fai meglio di chiunque altro?
  • A quali risorse personali puoi accedere?
  • Cosa vedono gli altri  come tuoi punti di forza?
  • Di quali dei tuoi successi sei più orgoglioso?
  • In quali valori credi che gli altri non riescono a comunicare?
  • Fai parte di una rete in cui nessun altro è coinvolto? In tal caso, quali connessioni hai con persone influenti?

Considera questi fattori dal tuo punto di vista e dal punto di vista delle persone intorno a te. Non essere modesto o timido – sii il più obiettivo possibile. Conoscere e usare i tuoi punti di forza può renderti più felice e più soddisfatto sul lavoro.
E ricorda, non limitarti ai punti di forza che stai attualmente esibendo nel tuo lavoro, elenca anche quelli che sono rimasti inattivi per un pò.

Punti di debolezza

I punti deboli rappresentano le aree in cui siamo carenti e gli aspetti da potenziare. Tieni presente che non esistono punti deboli in assoluto, ma solo aree da migliorare.

  • Quali compiti eviti di solito perché non ti senti sicuro nel svolgerli?
  • Quali sono le persone intorno a te che possono farti sentire a disagio?
  • Sei completamente sicuro della tua istruzione e formazione professionale? In caso contrario, dove sei più debole?
  • Quali sono le tue abitudini lavorative negative (ad esempio, sei spesso in ritardo, sei disorganizzato, hai un brutto carattere o sei povero nel gestire lo stress)?
  • Hai tratti della personalità che non ti permettono di emergere nel tuo campo? Ad esempio, se si devono tenere riunioni su base regolare, la paura di parlare in pubblico sarebbe una grande debolezza.

Ancora una volta, considera questo sia da una prospettiva personale / interna che da una prospettiva esterna. Altre persone vedono punti deboli che tu non vedi? I collaboratori ti superano costantemente in settori chiave? Sii realistico: è meglio affrontare eventuali verità spiacevoli il prima possibile.

Fattori esterni

Quando, invece, si analizzano opportunità e minacce, si prendono in considerazione tutti quei fattori esterni che non dipendono da te e che non puoi influenzare. In questo caso devi avere un atteggiamento reattivo e sfruttare questi agenti esterni a tuo vantaggio o correre ai ripari.

Opportunità

Le opportunità sono le condizioni esterne, offerte dal mercato, che possono agevolare lo sviluppo del tuo marchio personale. Parti dalla USP (Unique Selling Proposition) e dai vantaggi che offri ai tuoi interlocutori rispetto alla concorrenza; identifica i bisogni del mercato ancora insoddisfatti e analizza le richieste degli stakeholder che potresti soddisfare pienamente.

  • Quale nuova tecnologia può aiutarti? Puoi ottenere aiuto da altri o da persone via Internet?
  • Il tuo settore sta crescendo? In tal caso, come puoi trarre vantaggio dal mercato attuale?
  • Hai una rete di contatti strategici per aiutarti o offrire buoni consigli?
  • Quali tendenze (gestionali o meno) vedi nella tua azienda e come puoi sfruttarle?
  • Qualcuno dei tuoi concorrenti non riesce a fare qualcosa di importante? In tal caso, puoi approfittare dei loro errori?
  • I tuoi clienti sono insoddisfatti per qualche motivo? In tal caso, potresti creare un’opportunità offrendo una soluzione?
Minacce

Infine, osserva eventuali minacce alla crescita della tua carriera. Questa parte spiega i fattori esterni che potrebbero danneggiare le tue possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi. Considera queste domande:

  • Il tuo settore si sta contraendo o sta cambiando direzione?
  • Esiste una forte concorrenza per i tipi di lavoro per i quali sei più adatto?
  • Qual è il più grande pericolo esterno per i tuoi obiettivi?

Ricorda di essere obiettivo e consulta gli altri che ti conoscono, se necessario. Spostarti fuori dalla tua zona di comfort ti aiuterà a ottenere i risultati che stai cercando invece di rafforzare le tue convinzioni. La chiave per scrivere una buona analisi SWOT personale è l’onestà. Sii sincero nel rivelare difetti e debolezze, ma anche nel celebrare i tuoi punti di forza personali e ciò che ti rende il migliore.

Determina i risultati

Dopo aver completato la tua Personal SWOT Analysis puoi valutare i tuoi risultati usando due metodi:

  1. Il primo è la corrispondenza, utile per determinare un piano d’azione. Ad esempio, abbinare i punti di forza alle opportunità ti mostra dove essere aggressivo e agire.
    D’altra parte, abbinare le debolezze alle minacce espone le aree su cui dovresti lavorare o le situazioni da evitare, facendoti sapere dove essere più difensivo della tua posizione.
  2. Il secondo è la conversione, cioè trasformare i propri punti deboli in punti di forza o minacce in opportunità. Questo può significare far crescere un set di abilità attraverso lo studio e l’aggiornamento; o trovare un modo creativo per caratterizzare una debolezza come punto di forza. Ad esempio, se sei molto estroverso, un ambiente di lavoro introspettivo e isolato potrebbe non essere quello giusto per te, ma se riesci a lavorare per una posizione, come le vendite, in cui interagisci con molte persone, quella debolezza si trasforma in una forza e potrebbe permetterti di eccellere.

2. Personal Branding Canvas

Dopo aver definito i tratti della tua personalità su cui puntare e lavorare e gli elementi della tua professione da sfruttare o da tenere sotto controllo sei pronto per lo step successivo: la compilazione del Persona Branding Cavnas.

Questo framework, che riprende in chiave personale e soggettiva il Business Model Canvas, è stato ideato da Luigi Centenaro – Personal Braning Specialist – che consente di rappresentare visivamente il modo in cui tu e la tua professionalità creano, distribuiscono e catturano valore per i tuoi interlocutori.

La rappresentazione grafica, organizzata in 9 blocchi, ti permette di semplificare ed analizzare gli elementi più importanti della tua professionalità e personalità, non solo singolarmente ma anche globalmente, in relazione a fattori che possono influenzarle.

In particolare, questo modello ti aiuterà a:

  • identificare la tua proposta di valore;
  • individuare il tuo pubblico di riferimento;
  • individuare i mezzi per comunicare il tuo valore;
  • monitorare i risultati.
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Per analizzare ogni blocco singolarmente, può esserti d’aiuto suddividere il Personal Branding Canvas i tre sezioni:

  1. Sezione del mittente, ossia la parte dedicata alla tua descrizione;
  2. Sezione del ricevitore, e cioè le sezioni del Canvas che descrivono il modo in cui influenzi il tuo pubblico;
  3. Sezione ROI (Return on Investment), che riguarda i risultati che derivano dall’applicazione del modello.

Sezione mittente

Chi sei - Core Identity

Cosa ti rende una persona speciale, quali sono le tue caratteristiche e il tuo stile, personalità, valori, passione e visione.

Cosa fai - Offerta

Cosa offri per il tuo pubblico, cosa produce valore per i tuoi interlocutori.

Perché sei credibile - Reason to believe

Cosa ti rende credibile per il tuo pubblico? Perché le persone non credono più nelle fiabe, vogliono fatti. 

Sezione ricevitore

Quali sono i vantaggi - benefici chiave

Le persone ti dedicano attenzione e fiducia quando percepiscono la tua promessa di valore. Cosa prometti loro? Di quali vantaggi godono quando fanno affari con te?

Perché tu - Posizionamento

Qual è l’elemento distintivo che ti rende diverso dai tuoi concorrenti e attraente per il pubblico? Qual è la “posizione” che guadagni nella mente dei tuoi interlocutori rispetto ai tuoi concorrenti? Distinguiti.

Come ti conoscono - Comunicazione

Se non ti conoscono, allora non esisti. Come fai a essere conosciuto dal tuo pubblico? Attraverso quali canali raggiungi i tuoi interlocutori? Come si creano relazioni con il tuo target obiettivo?

Chi ha bisogno di sapere - Pubblico

Clienti, influencer e le loro comunità. Per chi crei valore? Chi sono i tuoi clienti più importanti? Chi li influenza? Chi ti aiuta a sviluppare il tuo marchio personale?

Sezione ROI

Cosa ti serve - Investimenti chiave

Il tuo personal brand ha bisogno di denaro, tempo e risorse. In poche parole: quanto investi o devi investire per veicolare la tua immagine ed avere successo?

Cosa ottieni - Risultati

È la ricompensa per il tuo impegno. Quali risultati o benefici ottieni o desideri dal tuo personal brand? Visibilità, rispetto, distinzione, quota di mercato, ecc.

3. Communication matrix

Una volta che hai definito le componenti del tuo marchio personale, con l’aiuto del Personal Branding Canvas, è importante sviluppare un piano di comunicazione per far si che il tuoi interlocutori ti riconoscano.

A tale scopo, un altro modello che può esserti utile è il Communication Matrix. Questo schema ti aiuterà a capire in modo semplice ma dettagliato come gestire le relazioni con il tuo pubblico.

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Quello che ti propongo è stato realizzato da Big Name, che ha rielaborato in chiave personale la matrice di comunicazione più comunemente utilizzata per i business.

Vediamola nel dettaglio:

Persone - individua le parti interessate.

Possono esserci molti tipi di clienti, utenti, venditori, manager e stakeholder. Innanzitutto, determina quali persone o gruppi di persone desideri includere nella matrice di comunicazione.

Eventi - individua i luoghi in cui puoi incontrare il tuo pubblico

Convegni, eventi di settore, o job day – se ti stai da poco affacciando al mondo del lavoro. Fai una lista di tutti gli eventi che possono aiutarti a fare networking e preparati al meglio per fare una buona impressione.

Canali - definisci i touchpoint adatti ad intercettare i tuoi interlocutori

Che sia offline o online è importante capire dove puoi interagire con il tuo pubblico. Ricorda: a pubblici differenti corrispondono touchpoint differenti. Studia i tuoi stakeholder per capire come e dove intercettarli.

Contenuti - individua i temi utili ad ingaggiare i tuoi interlocutori

Dopo aver individuato le persone giuste da coinvolgere ed i canali più adeguati e performanti, lavora sui contenuti da veicolare, analizzando quali siano gli argomenti da trattare più utili a soddisfare le esigenze di comunicazione di ciascun stakeholders.

Conclusioni

Ora che hai tutti gli strumenti utili a facilitare la costruzione del tuo marchio personale e sai come sfruttarli, prenditi tutto il tempo necessario e inizia a compilare le sezioni di ogni modello. Scendi nel dettaglio, poi fa un passo indietro e guarda l’insieme. La coerenza di tutte i fattori che compongono la tua personalità e professionalità è la chiave per fare di te un brand di successo.

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I nostri servizi gestiti interamente da un team di professionisti sono stati pensati per chi come te ha già altro da fare.

Il fai da te in questo campo non funziona. Esistono degli ottimi libri e dei corsi eccellenti  ma se davvero gestisci un’impresa non avrai mai il tempo di fare nemmeno una frazione di quello che sarebbe necessario fare per avere dei risultati apprezzabili sui social.

Un team di specialisti che gestisce in outsourcing i tuoi profili social costa, è vero. Ma di certo costa meno del tempo che dovresti dedicarci in prima persona o dei danni di reputazione che potrebbe causarti affidare questo incarico al famigerato “cuggino” o all’immancabile tuttofare aziendale e, in termini di sviloppo di mercato e di apertura a nuove opportunità il vero costo è restare pressochè invisibili in rete.

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